Realismo eccentrico per poveri

Oppio

Oblio e confusione.
Cammino tra i venti
che mi guidano e
soffiano tra ‘l mio crine
selvatico e scomposto.
Cado.
Sorveglio me stessa.
Un acre tintinnio
si posa al mio fianco.
Aiuto.
Chiedo aiuto con fiochi gesti;
par rugiada sul mio viso.
Silenzio.
Mi reco in piedi.
Dolce brusio di petali
che scivolano giù.
Variopinto è il prato.


Natasha Plebani

Salice

Candido lume,
riscalda quel prato smeraldo.
Scorgi dalle cupe lenzuola
com’augel in stagione che
pigola piano.
Candido lume,
puro e sacro,
brilla il ciel turchino.
Rombi alati rompono il suol taciturno.
Candido lume,
non v’è più.
Gelidi soffi,
umidi sospiri,
gocce. Attimi,
Tristi lenzuola piangono lacrime nere.
Laggiù,
un salice abbraccia sagome chiare.

Natasha Plebani

Caos

È il caos che morde.

Il silenzio medica i venti,
ne è dolce il color pacato.

Simile ad un mar salatissimo;
galleggio senza fatica,
fragile rumore rompe
la calma pinta di bianco.

Macchia opaca,
oscuri il candor tacito.

Dannata signora del male,
pesante diventa il pensiero.
Sprofondo.
È di nuovo silenzio.

È il caos che colora il giorno.

Natasha Plebani

Baron Von Tollbooth and the Chrome Nun, dai componenti dei Jefferson Airplane. È la mia fissazione da un paio di settimane.

Loro? Loro sono i miei dèi.

Primavera

Nubifragi tutti spenti.
Sospiro di sollievo,
vento cristallino e sole bianco.
Volontà divina o
aria di primavera?
I boschi si accendono,
le piante ridono.
Viva la luna
e questo equinozio
che il lontano profumo porta con sé.

Adagio sorgi e veloce te ne vai,
brezza chiara passeggia col tempo.
Il canto della natura
sempre più assordante
invade il cielo
e sposa la vita.

Natasha Plebani

Rosso sangue

Follia selvaggia,
portata indietro dal sobrio odore della carne.
Portami via, portami fuori.
Sapore amaro,
labbra di fuoco.
Guardo in alto ed ascolto il bianco silenzio.
Innocente sguardo;
tremore di rugiada

E ricordo ancor l’attimo che fu.

Natasha Plebani

Eccolo qui, il piccoletto che mi ha donato l’ispirazione. Civetta o gufo non ha importanza, la famiglia è sempre quella, gli strigidi. Rappresentano la cultura e la saggezza.

Eccolo qui, il piccoletto che mi ha donato l’ispirazione.
Civetta o gufo non ha importanza, la famiglia è sempre quella, gli strigidi. Rappresentano la cultura e la saggezza.

Oh, bene. Uno spazio per me mi serviva proprio…